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Cantando le notizie: la storia dell’ultimo ‘cantastorie’ italiano – che si esibisce ancora a 90 anni

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Quando Franco Trincale period un barbiere, cantava canzoni siciliane nelle pause tra i clienti, mentre il suo capo strimpellava la chitarra.

Allora non avrebbe mai potuto immaginare che da grande sarebbe diventato l’ultimo grande d’Italia cantastorieuna tradizione ormai morente di musicisti erranti che intrattengono il pubblico raccontando le notizie sotto forma di canzone. E non avrebbe potuto prevedere che a 90 anni si sarebbe esibito ancora in una casa di cura.

Per sessant’anni Trincale camminò le strade di Milano cantando di momenti chiave della storia, dal terrorismo degli anni ’70 a L’elezione di Berlusconi e la guerra in Iraq. Lo ha fatto ha pubblicato più di 30 albume si sono esibiti ovunque, dall’URSS agli Stati Uniti. Ha anche svolto un ruolo chiave nel movimento italiano per i diritti dei lavoratori, fornendo una colonna sonora alle proteste dei lavoratori.

Mantenere viva la tradizione… Trincale canta una ballata raccontando la storia del suo matrimonio. Fotografia: Agnese Morganti/The Guardian

Nato nel 1939 a Militello in Val di Catania, un piccolo paese della Sicilia, vive a Milano da ormai 70 anni. Ci incontriamo al Parco delle Cave, una struttura di residenza assistita in un anonimo edificio di mattoni rossi, che è stata la sua casa negli ultimi due anni. Trincale ha organizzato un concerto per San Valentino e la sala principale è gremita di 150 persone tra anziani e loro parenti. Li intrattiene con una canzone composta di recente, Lengthy Reside Love. La voce di Trincale fatica sugli acuti, ma il pubblico lo aiuta. Dopo essersi presi un momento per memorizzare il ritornello, cantano e applaudono a ritmo. In prima fila è seduta la moglie di Trincale, Lina, che ha l’Alzheimer e può comunicare solo con gli occhi.

Decenni fa, quando molti italiani erano analfabeti, l’arrivo di a cantastorie in una città period un grande evento. Con l’avvento della televisione, il loro ruolo si è evoluto in musicisti erranti che intrattenevano il pubblico raccontando notizie in modo drammatico o ironico, accompagnati da una chitarra o una fisarmonica e da grandi manifesti illustrati. Come altri musicisti itineranti in tutta Europa, i cantastorie discendono dai “trovatori” medievali, ma ciò che li distingue è che cantano solo storie di vita vissuta.

Tradizionalmente, cantastorie si sono sostenuti attraverso donazioni da parte del pubblico e vendendo volantini con i testi dei loro cantare (o racconti) e, successivamente, registrazioni. Tra gli anni ’20 e ’70, famoso cantastorie advert esempio Ciccio Busacca, Otello Profazio, Rosa Balistreri E Marino Piazza cantava intriso di sangue cantare circa un giovane donna che uccide il suo stupratore per vendetta O donne uccise dai loro mariti. Altri temi comuni erano migrazione, mafia e, occasionalmente, notizie internazionali: “Nixon e Mao dicono di tutte le guerre ciao”, cantava Marino Piazza a proposito dell’incontro tra i due chief del 1972.

Commento sociale… Trincale si esibisce per gli studenti dell’Università Cattolica di Milano nel 1968. Fotografia: Impartial Photograph Company Srl/Alamy

Cantastorie seguito l’attualità”, cube Mauro Geraci, antropologo dell’Università di Messina. Non è un caso, cube, che “sono emersi all’inizio del XX secolo, quando si stava formando l’opinione pubblica”. Period una critica sociale: “Salvatore Di Stefano, un siciliano cantastoriediceva che quando vedeva qualcosa che non andava, period il momento di scrivere una canzone.

Trincale diventa a cantastorie per necessità: “Mi ero appena sposato con Lina e avevo lasciato la marina dopo tre anni di servizio. Ho provato a vendere verdure, non funzionava, allora mi sono detto: ‘farò il cantastorie.”” Nel 1959 si trasferì a Milano. Cominciò eseguendo canzoni tradizionali napoletane nelle strade principali della città, prima di suonare davanti alle fabbriche che all’epoca assorbivano migliaia di migranti dal Sud. Fu lì che sviluppò il suo caratteristico stile di “giornalismo in canzoni”.

Amore universale… un maglione fai da te con la foto di Trincale e sua moglie Lina. Fotografia: Agnese Morganti/The Guardian

Tradizionale cantare durano ore, ma i lavoratori fuori dalle fabbriche avevano solo brevi pause, così si è sviluppata Trincale cantare è durato solo pochi minuti. Le condizioni di lavoro sono diventate un tema: “I lavoratori mi hanno chiesto perché non scrivevo dei loro problemi, come il rinnovo dei contratti. Mi hanno dato alcuni suggerimenti e li ho inseriti nella canzone”.

“Le ballate di Trincale riescono a catturare e denunciare un problema in pochi minuti”, cube Geraci. I lavoratori e gli immigrati lo vedevano come la loro vocee gli scrisse lettere sulle loro difficoltà.

Trincale si interessò anche al vero crimine. Uno dei suoi opere più famose parla del rapimento e dell’omicidio di a ragazzo di 12 anniErmanno Lavorini. Anticipava i podcast sui veri crimini: sei registrazioni separate hanno seguito in tempo reale i resoconti delle indagini, mentre Trincale cantava della frenetica ricerca del bambino e degli indizi e incitava i rapitori a farsi avanti. Ha anche realizzato un reportage originale: “Quando Trincale cantato circa un bambino di sette mesi ucciso dai gasoline lacrimogeni della polizia durante lo sgombero di una casa occupataha parlato con la madre. In cosa differisce dal giornalismo?” chiede Geraci.

Successivamente, Trincale iniziò advert esibirsi regolarmente in un angolo di Piazza Duomodove ha cantato di Tangentopoli – lo scandalo di corruzione dei primi anni ’90 che travolse la classe politica italiana – così come di Diego Maradona, del vertice del G8 di Genova del 2001 e dell’avvento dei telefoni cellulari. Nel 2002, Silvio Berlusconi, il defunto primo ministro, chiese di spostare un processo per corruzione lontano da Milano, sostenendo che le manifestazioni di Trincale che lo prendevano in giro erano creando un ambiente parziale.

La canzone di Berlusconi di Trincale

Nel 2008, Milano assegnò a Trincale una medaglia. Il governo gli ha concesso una pensione vitalizia per i suoi successi artistici e, nel 2018, un museo a lui dedicato aperto nella sua città natale.

‘Orgoglioso di cantare’… cimeli tra cui statuette di Trincale che si esibisce. Fotografia: Agnese Morganti/The Guardian

Oggi la vita di Trincale ruota attorno a sua moglie. È proprio a causa della sua condizione che ha deciso di trasferirsi in una casa di riposo per poter stare insieme: “Lina e io ci conosciamo da quando lei aveva 13 anni e io 17, e sono felice di trascorrere l’ultima parte della mia vita con lei. Vado a trovarla il più spesso possibile. Le canto canzoni quando apre gli occhi e mi sorride. È come se stessi ricaricando le batterie”.

Il fatto di essere ricoverato in una casa di cura non gli ha impedito di esibirsi: ora canta per gli altri residenti e recentemente ha tenuto un concerto in una vicina biblioteca pubblica.

L’amore sullo schermo… un video con protagonista la moglie Lina che vive nella stessa struttura. Fotografia: Agnese Morganti/The Guardian

Trincale ha riempito la sua stanza di ricordi: manifesti, premi, ritagli di giornale e perfino statuette che lo raffigurano. Ha un Canale YouTube e sfoggia un video da 400mila visualizzazioni: “Sono orgoglioso di poter cantare e lo farò finché potrò. Sono felice di poter ancora suscitare emozioni, anche perché ho ricevuto tanto dagli altri”.

Il personale della casa di riposo è solidale: “È bellissimo vedere un residente che riesce ancora a tenere un concerto nel pomeriggio”, cube la direttrice Laura Sartori.

Il concerto di San Valentino è stato un successo. Ma il uno che ha tenuto per il suo 90esimo compleannoa settembre, fu ancora più grande: “La sala period piena, non c’period posto per nessun altro”, ricorda Trincale. Vorrebbe tenere un piccolo laboratorio musicale per persone affette da Alzheimer, come sua moglie. Ma aggiunge: “Dovrei prima osservarli per vedere se rispondono alle canzoni. Spero che sia possibile”.

Prima di partire, Trincale si avvicina alla moglie e le canta una canzone. Non uno dei suoi: all’amore della sua vita viene concessa una versione Era di Maggioun classico napoletano di Roberto Murolo. Sentendo la melodia familiare, apre gli occhi e sorride.

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