Analisti e funzionari cinesi non credono che gli Stati Uniti prenderebbero di mira Xi come hanno fatto con Khamenei, dato lo standing di potenza nucleare della Cina. Ma l’adozione da parte di Trump della guerra come strumento per affermare il dominio americano ha comunque riaffermato l’opinione di Pechino secondo cui gli Stati Uniti rimangono la minaccia più duratura per la Cina. La scorsa settimana l’esercito cinese ha pubblicato un grafico sui social media elencando cinque lezioni tratte dagli attacchi contro l’Iran. Uno di questi period l’importanza di una “potenza di fuoco superiore”, che riecheggia il mantra di Xi.

Elencava anche la necessità di “autosufficienza”, molto probabilmente un riferimento al tentativo della Cina di ridurre la propria dipendenza da altri paesi per enter critici come la produzione di energia e difesa. Un suggerimento cube che la Cina deve guardarsi dal “nemico interno”, un apparente miscuglio per descrivere la paura di lunga knowledge di Pechino nei confronti dello spionaggio straniero e di qualsiasi tentativo di fomentare “rivoluzioni colorate” per rovesciare il governo. Il mese scorso, la CIA ha pubblicato un nuovo video volto a reclutare spie all’interno dell’esercito cinese, sperando di sfruttare una vasta campagna anti-corruzione di Xi che ha epurato numerosi comandanti anziani. Uno degli argomenti più importanti discussi in Cina è quello di non lasciarsi cullare da un falso senso di sicurezza avviando negoziati con Washington. Il fatto che le prime bombe israelo-americane siano cadute sull’Iran quando le parti avrebbero dovuto ancora essere in trattative ha colpito Pechino come ambiguità e come abuso di potere da parte degli Stati Uniti. nuovo










