Home Divertimento Recensione del movie “Mrithyunjay”: Sree Vishnu è protagonista di un dramma poliziesco...

Recensione del movie “Mrithyunjay”: Sree Vishnu è protagonista di un dramma poliziesco in parte coinvolgente

15
0

Sree Vishnu nel movie | Credito fotografico: accordo speciale

Alcuni movie cercano di andare oltre il proprio peso, mentre altri sfruttano i punti di forza del proprio crew principale e lavorano entro limiti prestabiliti. Mrithyunjayil movie telugu scritto e diretto da Hussain Sha Kiran e diretto da Sree Vishnu, rientra in quest’ultima categoria. Progettato come un thriller investigativo, costruisce intrighi in alcune parti. Alcuni tratti intelligenti, tuttavia, sono compromessi da comode scelte di scrittura che impediscono al movie di diventare pienamente coinvolgente.

Il lato positivo è che Mrithyunjay rimane concentrato sulla storia principale e sui personaggi per tutta la sua durata di 122 minuti. Evita inutili fronzoli. La commedia è situazionale e si fonde armoniosamente con la narrazione, e il movie resiste a forzare una traccia romantica. Sree Vishnu interpreta Jay, un aspirante giornalista di cronaca nera, mentre Reba Monica John interpreta Sita, un agente di polizia. Le loro strade si incrociano esclusivamente durante le indagini. La storia mantiene la sua vita personale fuori dall’inquadratura, mentre il trauma passato di Jay viene rivelato solo quanto basta per conferire peso emotivo alla narrazione.

Mrithyunjay (telugu)

Regia: Hussain Sha Kiran

Forged: Sree Vishnu, Reba Monica John

Durata: 122 minuti

Trama: Quando un aspirante giornalista di cronaca nera si imbatte in omicidi che vengono spacciati per incidenti, resolve di indagare sulla verità.

D’altro canto, Mrithyunjay presuppone che i suoi spettatori non porranno troppe domande pratiche. Jay viene presentato come un camaleonte che si trasforma in diversi avatar e usa acute capacità di osservazione per superare in astuzia qualsiasi riunione. Il suo lavoro è garantire annunci di necrologi per un giornale. Visita le famiglie in lutto, si atteggia a conoscente del defunto e persuade le famiglie a pubblicare necrologi accorati. Le persone mettono insieme i soldi e lui raggiunge i suoi obiettivi.

Chiunque abbia familiarità con il funzionamento dei giornali tradizionali saprà che la protezione degli annunci pubblicitari è dominio dei crew di advertising, non dei giornalisti. Il movie confonde questi ruoli, con Jay che implora ripetutamente il suo capo e un giornalista senior di lasciarlo entrare nell’ufficio criminale. C’è anche la domanda ovvia: come fa nessuno dei presenti a sospettare di un estraneo tra loro?

Quando si verificano due morti in città, inizialmente visti come strani incidenti, Jay, che visita le famiglie per gli annunci di necrologi, sospetta un gioco scorretto. La narrazione lega la sua determinazione al trauma di una giovane ragazza e riecheggia la sua infanzia travagliata. Questi momenti conferiscono una base emotiva, ma il movie fatica a trasformare la premessa in un avvincente dramma poliziesco.

La storia contiene elementi intriganti: una truffa bancaria, assassini a contratto e omicidi inscenati come incidenti. Eppure, mentre il movie si concentra sulla tenace ricerca della verità da parte di Jay, la polizia rimane in gran parte periferica. Persino Sita, che dovrebbe essere risoluta nel cercare risposte, non fa abbastanza per portare avanti le indagini.

Nonostante queste lacune, i tratti che portano Jay a incrociare la strada con l’assassino generano qualche intrigo. Il conseguente gioco del gatto e del topo evita la prevedibilità. Il movie posiziona Jay e l’assassino come formidabili avversari. I loro giochi mentali e i loro inseguimenti funzionano in alcune parti, anche se numerous scappatoie sono difficili da ignorare. Come fa, advert esempio, una fuga di fuel in un appartamento a non essere notata dal vicinato? E la truffa bancaria, insieme alle menti dietro gli omicidi, rimane abbozzata.

Alcuni piccoli dettagli giocano a favore del movie: il legame di Jay con sua zia e il suo tentativo di trovare una conclusione al proprio trauma childish aiutando la ragazza. Il titolo si riferisce non solo a colui che vince la morte ma anche alla giustapposizione mrithyu (morte) e Jay (vittoria). Jay e il suo avversario emergono come immagini speculari: entrambi maestri del travestimento; uno provoca la morte mentre l’altro appare nelle case in lutto. Il sottotesto, tuttavia, viene spiegato piuttosto che essere lasciato svelare in modo sottile.

Le scenografie di Manisha A. Dutt, la fotografia di Vidhya Sagar e la colonna sonora di Kaala Bhairava si allineano bene con il tono cupo del movie. In definitiva, Mrithyunjay trae maggior beneficio dalla sincera interpretazione di Sree Vishnu, che contrasta efficacemente con il freddo e tenace antagonista la cui identità i creatori hanno tenuto nascosta. Il movie rimane a tratti intrigante ma non realizza mai del tutto il suo potenziale per diventare un movie poliziesco eccezionale.

fonte

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here