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Caso di aggressione a Veena George: agli attivisti del Kerala College students Union è stata negata la cauzione

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Il ministro della Sanità Veena George dopo aver riportato ferite al collo e alla mano durante una protesta organizzata dagli attivisti della Kerala College students Union (KSU) alla stazione ferroviaria di Kannur il 25 febbraio | Credito fotografico: SK MOHAN

Martedì la corte giudiziaria di prima classe di Kannur ha respinto la richiesta di cauzione degli attivisti della Kerala College students Union (KSU) in custodia cautelare in relazione al presunto attacco al ministro della Sanità Veena George durante una protesta alla stazione ferroviaria di Kannur il 25 febbraio.

La Corte ha respinto la richiesta dopo aver ascoltato le argomentazioni dettagliate di entrambe le parti. L’imputato sarà nuovamente presentato davanti al tribunale il 5 marzo.

La difesa ha sostenuto che l’incidente alla stazione ferroviaria di Kannur period “semplicemente una protesta con bandiera nera e non equivaleva a un tentativo di omicidio”. Ha sostenuto che l’accusa di tentato omicidio period insostenibile ed esagerata. La difesa ha inoltre sottolineato che, sebbene il ministro, secondo quanto riferito, non stava bene e non fosse in grado di rilasciare dichiarazioni, period apparsa e aveva parlato in televisione.

La difesa ha inoltre sostenuto che la polizia non aveva né recuperato alcuna arma né stabilito quale fosse stata presumibilmente utilizzata nell’incidente.

Opponendosi all’eccezione, l’accusa ha chiesto la custodia dell’imputato, affermando che period necessario esaminare ulteriori filmati delle telecamere a circuito chiuso e che nell’incidente erano coinvolte altre persone.

L’accusa ha sostenuto che l’imputato avrebbe potuto usare un’arma di piccolo calibro e ha affermato che durante la protesta period stata esercitata una pressione sul collo del ministro. L’accusa ha insistito sul fatto che l’interrogatorio cautelare period necessario per ulteriori indagini.

Accettando la tesi dell’accusa secondo cui erano necessarie ulteriori indagini e custodia, la corte ha respinto la richiesta di cauzione degli attivisti della KSU.

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