Home Tecnologia Dopo i social media, gli app retailer e i motori di ricerca...

Dopo i social media, gli app retailer e i motori di ricerca sono il prossimo obiettivo dell’age-gating

27
0

L’Australia è già il primo paese a vietare l’uso dei social media per i bambini sotto i 16 anni. E ora sta valutando la possibilità di espandere le sue norme di protezione dei giovani per colpire altre parti di Web, inclusi app retailer, motori di ricerca e servizi di intelligenza artificiale. L’autorità di regolamentazione di Web del paese ha affermato che potrebbe fare pressione sui grandi guardiani digitali per bloccare l’accesso ai servizi che non implementano solidi sistemi di verifica dell’età.

Cosa propone l’Australia

In un’intervista con Reutersi funzionari dell’eSafety watchdog australiano hanno affermato che potrebbero estendere i limiti di età agli app retailer e ai motori di ricerca per consentire ai minori di accedere facilmente agli strumenti di intelligenza artificiale e advert altri servizi on-line senza verificare l’età. Uno dei focus immediati è sui servizi di chat AI come ChatGPT di OpenAI. Queste piattaforme possono visualizzare contenuti come materiale grafico, informazioni sull’autolesionismo e altre aree che le autorità di regolamentazione considerano potenzialmente dannose per gli utenti di Web di età inferiore ai 18 anni.

Secondo la loro nuova proposta, i controlli sull’età dovrebbero essere implementati entro il 9 marzo, altrimenti le aziende rischieranno multe fino a 49,5 milioni di dollari australiani (~ 35 milioni di dollari). La spinta dell’Australia evidenzia una tendenza più ampia verso una regolamentazione mirata all’età che è iniziata con i social media e si sta ora diffondendo advert altre aree dell’ecosistema digitale. Apparentemente Apple lo ha già supportato, con controlli dell’età prima di consentire agli utenti di scaricare determinate app in regioni come Brasile, Australia e Singapore.

Un’ondata globale di limiti di età

In un contesto più ampio, anche i governi di tutto il mondo hanno preso in considerazione norme simili per limitare l’accesso dei minori ai social media e ai servizi on-line:

  • Francia e Spagna si stanno muovendo verso limiti di età sui social media, con età minime e requisiti di verifica.
  • Nel Regno Unito si sta valutando anche il divieto dei social media per i giovani sotto i 16 anni.
  • La Nuova Zelanda ha proposto leggi simili sui limiti di età contro i social media per i minori di 16 anni.

La conclusione

L’attenzione sulla sicurezza on-line per i giovani si è chiaramente spostata oltre le sole piattaforme di social media, con l’Australia che osserva i controlli sull’età anche al punto di accesso (app retailer, motori di ricerca e strumenti di intelligenza artificiale). Mentre i regolatori stanno ampliando la rete delle politiche di sicurezza digitale, resta da vedere come i paesi bilanciano la protezione on-line con la privateness, l’accesso e le libertà civili per i giovani utenti di Web in tutto il mondo.

fonte