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Operazione Epic Fury: come gli attacchi americani guidati da Trump a Teheran hanno ucciso il chief supremo iraniano Khamenei e la sua famiglia

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Il chief supremo dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei

L’operazione Epic Fury, una vasta azione militare statunitense sotto la guida del presidente Donald Trump, ha raggiunto il suo obiettivo più importante: l’uccisione del chief supremo iraniano, l’ayatollah Ali Khamenei, negli attacchi effettuati domenica mattina contro il cuore politico di Teheran.Secondo i primi rapporti, l’operazione non avrebbe preso di mira solo il massimo chief iraniano. Si cube che anche la figlia e il nipote di Khamenei siano tra le persone uccise negli attacchi americani che hanno colpito luoghi chiave della capitale.A differenza dell’operazione Midnight Hammer dello scorso anno, volta a paralizzare le aspirazioni nucleari dell’Iran nei siti chiave, l’operazione Epic Fury è stata portata avanti in pieno giorno con un obiettivo strategico molto più ampio, portando all’uccisione del chief supremo.“Khamenei, una delle persone più malvagie della Storia, è morto”, ha dichiarato Donald Trump sul suo Reality Social.L’offensiva ha segnato una drammatica escalation, con Trump che ha lanciato un’operazione militare su vasta scala contro l’Iran nel high quality settimana. La mossa sembrava mirata a smantellare l’institution politico guidato da Khamenei e a rimodellare le dinamiche di potere nella nazione ricca di petrolio.

Uno sciopero alla luce del giorno al centro del potere

I moderni bombardamenti aerei iniziano tipicamente sotto la copertura dell’oscurità, sfruttando la confusione e indebolendo la risposta della difesa aerea. Questa volta, però, la strategia è apparsa volutamente diversa.Missili e bombe hanno cominciato a colpire Teheran in pieno giorno, una mossa calcolata che sembrava progettata per garantire la presenza di alti funzionari negli uffici governativi. Ben presto si sono alzate dense colonne di fumo sulla capitale, in particolare dagli edifici situati nel quartiere politico e amministrativo della città.Secondo quanto riferito, gli attacchi hanno colpito le aree lungo Pasteur Avenue, dove sono raggruppate le istituzioni chiave dello stato iraniano. Il distretto ospita gli uffici della Guida Suprema, il complesso presidenziale di Masoud Pezeshkian, il quartier generale della sicurezza nazionale e l’Assemblea degli Esperti, il potente organo clericale incaricato di nominare un nuovo chief supremo.

immagine satellitare

Le immagini satellitari hanno successivamente mostrato il complesso associato a Khamenei ridotto a una vasta distesa di polvere grigia e detriti.

Uno sciopero per la decapitazione

I funzionari israeliani in seguito descrissero l’assalto iniziale come un “attacco di decapitazione”, un tentativo di eliminare contemporaneamente la management politica iraniana e paralizzare l’apparato centrale del governo. Tali operazioni mirano non solo alle installazioni militari ma anche agli individui che comandano il sistema.L’offensiva sembrava estendersi oltre la management in carica. I rapporti indicano che anche la residenza di Teheran dell’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad è stata colpita durante l’operazione, sebbene le sue condizioni o il luogo in cui si trovi non siano stati immediatamente confermati.

Esplosioni in più città

Mentre Teheran ha sopportato il peso maggiore dell’ondata iniziale, sono state segnalate esplosioni in various città iraniane. Si cube che gli attacchi abbiano avuto luogo a Qom, Tabriz, Kermanshah, Lorestan, Khorramabad e Karaj, suggerendo un’operazione a livello nazionale contro infrastrutture strategiche e centri politici.A Teheran, sono state viste ambulanze uscire dal distretto di Pasteur trasportando i feriti mentre i servizi di emergenza si affrettavano a rispondere alla distruzione.

Un momento che potrebbe ridisegnare la regione

Se confermata, l’uccisione del chief supremo dell’Iran segnerebbe uno degli eventi geopolitici più importanti degli ultimi decenni, rimodellando potenzialmente le dinamiche di potere in Medio Oriente e innescando una reazione a catena in tutta la regione.Per ora, tuttavia, affermazioni contrastanti e informazioni verificabili limitate hanno costretto il mondo a osservare da vicino mentre Teheran valuta il danno e prepara la sua risposta.

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