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Sabato gli israeliani si sono svegliati con la notizia che period iniziata l’operazione “Leone ruggente”, con attacchi congiunti americano-israeliani contro siti militari all’interno dell’Iran. Nel giro di poche ore, sui media israeliani sono circolate immagini satellitari che sembravano mostrare danni a un complesso associato al chief supremo, l’Ayatollah Ali Khamenei, colpito, secondo quanto riferito, dall’ondata di apertura.
Gli allarmi di raid aerei sono stati attivati in alcune parti del paese mentre l’Iran ha lanciato sbarramenti missilistici in risposta. Secondo un ufficiale militare israeliano parlando di retroscena, il fuoco in arrivo ammontava a “più decine” per spherical, sebbene non fossero stati segnalati impatti significativi al momento del briefing. Il Comando del Fronte Interno ha esortato i civili a seguire le istruzioni di sicurezza aggiornate ed evitare di condividere le posizioni in tempo reale degli attacchi missilistici.
In un discorso di sabato mattina, il presidente Donald Trump ha condannato il ruolo di Teheran nell’instabilità regionale, affermando: “Dal Libano allo Yemen, dalla Siria all’Iraq. Il regime ha armato, addestrato e finanziato milizie terroristiche che hanno inzuppato la terra di sangue e viscere. Ed è stato Hamas, per procura dell’Iran, a lanciare i mostruosi attacchi del 7 ottobre contro Israele, massacrando più di 1.000 persone innocenti, tra cui 46 americani, e prendendo 12 dei nostri cittadini”. ostaggio. È stato brutale, qualcosa che il mondo non aveva mai visto prima.”
Ha aggiunto: “L’Iran è il principale sponsor del terrorismo al mondo… È sempre stata la politica degli Stati Uniti, in particolare della mia amministrazione, che questo regime terroristico non potrà mai avere un’arma nucleare. Lo ripeto. Non potranno mai avere un’arma nucleare”.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu si è rivolto alla nazione, avvertendo che “nei prossimi giorni ci verrà richiesto di mostrare resilienza”. Le sue osservazioni riflettevano un messaggio più ampio da parte della management israeliana che considerava l’operazione necessaria e potenzialmente prolungata.
Il fumo si alza sullo skyline dopo un’esplosione a Teheran, Iran, sabato 28 febbraio 2026. (AP Photograph/Vahid Salemi)
Funzionari israeliani hanno affermato che l’obiettivo della campagna è “degradare completamente le capacità del regime iraniano e rimuovere le minacce esistenziali allo Stato di Israele”. L’esercito ha citato i rinnovati sforzi iraniani per promuovere la produzione di missili balistici e nascondere elementi del suo programma nucleare come giustificazione per la tempistica dell’attacco.
Valutazioni israeliane, secondo resoconti locali, indicano che Ali Shamkhani, consigliere senior di Khamenei e figura chiave legata al programma nucleare iraniano, è stato probabilmente ucciso nell’operazione. L’esercito non ha confermato formalmente le persone specifiche prese di mira, affermando che le valutazioni sono in corso.
Gli Stati Uniti si uniscono a Israele nell’attacco preventivo contro l’Iran mentre Trump conferma le “importanti operazioni di combattimento”

L’ospedale Ichilov di Tel Aviv trasferisce i pazienti in strutture sotterranee fortificate dopo il lancio della campagna contro l’Iran. (Gideon Markowicz/TPS-IL)
Il Consiglio di Sicurezza Nazionale israeliano ha lanciato un avvertimento agli israeliani all’estero, esortandoli a prendere maggiori precauzioni in tutte le destinazioni e a restare vigili rispetto a potenziali minacce contro obiettivi israeliani ed ebrei all’estero.
All’interno di Israele, la reazione ha unito tensione e disciplina. Le scuole in alcune aree sono passate all’apprendimento a distanza, i riservisti hanno ricevuto ordini di leva e le famiglie hanno controllato che le stanze protette fossero rifornite. L’esercito ha detto che circa 70.000 riservisti sarebbero stati richiamati, in gran parte per la difesa aerea, compiti di comando del fronte interno e rinforzo delle frontiere.
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Un’intercettazione è visibile nel cielo sopra Haifa durante l’ultimo sbarramento. (Anthony Hershko/TPS-IL)
I funzionari hanno affermato che le forze sono dispiegate attraverso tutti i confini in preparazione di una possibile escalation che coinvolga gruppi sostenuti dall’Iran, tra cui Hezbollah, Hamas e altri. Pur sottolineando che gli obiettivi sono militari e non civili, i chief hanno riconosciuto che i prossimi giorni potrebbero mettere alla prova la resistenza del Paese.
Per ora, gli israeliani stanno osservando attentamente lo sviluppo degli sviluppi, preparandosi a ulteriori ritorsioni mentre i chief segnalano che la campagna continuerà “finché sarà necessario”.













