Home Divertimento La versione sfumata di Himanshu Srivastava su Gopikeshwar

La versione sfumata di Himanshu Srivastava su Gopikeshwar

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Himanshu Srivastava si esibisce al competition Jharna. | Credito fotografico: M. Srinath

Gopikeshwar, una forma simbolicamente stratificata di Shiva a Vrindavan, è strettamente associata al Raas Lila di Krishna. “The Deserted Gopi” di Himanshu Srivastava, presentato all’annuale competition Jharna, ha esplorato questa divinità meno conosciuta e le idee che lo circondano. È una narrazione che si incontra raramente al Sud. Scegliere questa leggenda per una breve produzione solista è stata una decisione interessante.

Uno dei punti di forza della efficiency risiede nel contrasto di Himanshu tra Shiva, nella sua forma originale e nel suo tentativo di assumere quella di una gopi. Il cambiamento non fu meramente esterno ma suggerì una transizione psicologica, in particolare nello scambio avvenuto tra Shiva e Yamuna. Il lavoro aveva un distinto sapore Vraj e la profondità della preparazione period evidente nel vocabolario del movimento e nell’abhinaya.

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In “The Deserted Gopi”, Himanshu Srivastava crea una efficiency coesa radicata nell’estetica Vraj. | Credito fotografico: M. Srinath

Un segmento notevole si è concentrato sullo stupore di Shiva per non essere in grado di accedere facilmente al regno di Krishna, dove si svolge il Raas Lila. L’esplorazione della mascolinità e della femminilità e dello spazio tra loro è stata gestita con precisione e ha costituito un aspetto chiave della presentazione.

L’uso degli oggetti di scena da parte di Himanshu è stato efficace. Il velo che segnava la trasformazione in gopi period visivamente chiaro e portava un suggerimento filosofico che scelse di articolare.

Il velo che segna la trasformazione in gopi.

Il velo che segna la trasformazione in gopi. | Credito fotografico: M. Srinath

La produzione è stata supportata da un’illuminazione ponderata, scelte musicali coerenti e composizioni strutturate. Il suo impegno con il materiale è rimasto costante per tutto il tempo.

Nel segmento conclusivo, ha cantato mentre si esibiva seduto, introducendo una trama diversa al pezzo. Il canto, essendo una disciplina separata, aggiungeva un altro registro allo spettacolo. Il problema tecnico con cui è iniziato è stato risolto in un momento emotivamente appropriato, lasciando il pubblico con la voglia di saperne di più.

Nel complesso, Himanshu Srivastava è emerso come un narratore riflessivo con un approccio definito e un impegno coerente con il suo argomento.

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