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“Calvo, magro, alto poco meno di un metro e ottanta”: il vero soldato dietro il ruolo di Apocalypse Now di Robert Duvall

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TL’attore Robert Duvall, morto questa settimana, è noto per molti ruoli cinematografici memorabili, ma nessuno tanto quanto il suo cameo come il tenente colonnello Kilgore con indosso Stetson in Apocalypse Now. Nel movie epico sulla guerra del Vietnam di Francis Ford Coppola, Duvall interpreta il comandante di uno squadrone di elicotteri che vola in battaglia con la Cavalcata delle Valchirie di Wagner a tutto quantity dagli altoparlanti e pronuncia la frase immortale: “Adoro l’odore del napalm al mattino.”

La straordinaria interpretazione di Duvall gli è valsa i premi Bafta e Golden Globe come miglior attore non protagonista, nonché una nomination all’Oscar in quella categoria. Ciò che è meno noto è che il suo personaggio period basato su un vero ufficiale che combatté in Vietnam. Period difficile non notare il tenente colonnello John B. Stockton. Come Duvall nel movie, indossava uno Stetson nero e gli speroni sugli stivali. Portava i suoi documenti in bisacce di cuoio e fece persino introdurre clandestinamente in Vietnam la mascotte della sua unità, un mulo chiamato Maggie, nonostante la rigorosa politica “niente animali domestici”. E quando entrava in azione suonava davvero Wagner dagli altoparlanti montati lateralmente fissati sul suo elicottero.

Duvall nel ruolo di Kilgore in Apocalypse Now. Fotografia: United Artists/Moviestore/Shutterstock

Duvall, figlio di un contrammiraglio della marina americana, ha confermato nelle interviste in cui discuteva la sua parte in Apocalypse Now di aver studiato resoconti di Stockton e personaggi simili quando si preparava a interpretare Kilgore. Le scelte di stile di Stockton non sono state casuali. Nel suo libro Pleiku: The Daybreak of Helicopter Warfare in Vietnam, lo storico militare JD Coleman lo descrive come: “Calvo, magro, alto poco meno di un metro e ottanta, [Stockton] aveva i baffi a manubrio del cavaliere d’altri tempi. Visto senza copricapo, somigliava molto a Yul Brynner con i peli sul viso. Stockton period il comandante 1° Squadrone, 9° Reggimento Cavalleria Aerea ed period fissato sulla parola “cavalleria”. Per Stockton, i soldati in elicottero del Vietnam erano l’incarnazione contemporanea delle giacche blu della cavalleria americana delle guerre di frontiera contro i nativi americani nel 19° secolo.

Il tenente colonnello John B Stockton, comandante del 3° battaglione, 17° reggimento di cavalleria, nel 1965. Fotografia: @USArmy

L’immagine familiare della guerra del Vietnam dei “grugniti” della fanteria americana trasportati in elicottero nelle radure della giungla e nelle risaie period in realtà il risultato di una nuova dottrina tattica emersa alla positive degli anni ’50, ispirata alla velocità e alla mobilità della cavalleria a cavallo di un’epoca precedente. Gli elicotteri furono introdotti nell’esercito americano durante la guerra di Corea, ma principalmente per trasportare i soldati feriti negli ospedali da campo, come nel movie M*A*S*H del 1970. L’concept di usarli per rivoluzionare la guerra di fanteria è attribuita al tenente generale James “Jumpin’ Jim” Gavin, un veterano della seconda guerra mondiale pluridecorato che, nel 1957, period a capo della ricerca e sviluppo per l’esercito americano. Avendo sperimentato i professional, e soprattutto i contro, di mandare uomini in battaglia con il paracadute, formulò una nuova tattica: i suoi “cavalli” sarebbero stati elicotteri da trasporto truppe in grado di trasportare soldati nei punti cruciali del campo di battaglia con velocità e precisione.

L’ex comandante dell’esercito, il tenente colonnello John Stockton, parla a Fort Benning, in Georgia, nel 2015. Fotografia: Servizio Notizie dell’Esercito

La cavalleria aerea iniziò advert operare in Vietnam nel 1965 e Stockton non fu l’unico ufficiale advert appoggiarsi all’eredità dei soldati a cavallo. Quando la 1a divisione di cavalleria partì per il Vietnam, molti dei suoi ufficiali abbracciarono con entusiasmo l’immagine dei loro coraggiosi predecessori. Stetson, baffi da cavalleria, fruste, sei colpi e altri equipaggiamenti venivano regolarmente adottati, nonostante i migliori sforzi degli elementi di comando più conservatori.

In modo deludente, Stockton non risulta aver pronunciato la famosa frase del “napalm”; Lo sceneggiatore di Apocalypse Now, John Milius, cube che le parole gli sono venute mentre lavorava alla sceneggiatura alla positive degli anni ’60. Stockton non ha mai dichiarato pubblicamente la sua interpretazione del tenente colonnello Kilgore, ma i colleghi dell’esercito hanno detto che lo divertiva.

Il corpo di un soldato viene trasportato su un elicottero di evacuazione dalle truppe della 1a divisione di cavalleria americana nella valle di Ia Drang nel novembre 1965. Fotografia: Peter Arnett/AP

La successiva carriera di Stockton fu segnata da polemiche. Fu riconosciuto come un pioniere delle nuove tattiche “air cell” e comandò il suo squadrone con notevole audacia ed eleganza durante le prime fasi del conflitto. battaglia di Ia Drangla prima grande battaglia terrestre degli Stati Uniti contro le forze del Vietnam del Nord. Durante gli intensi combattimenti del novembre 1965, gli fu detto che una compagnia di fanteria americana stava per essere invasa e annientata; ha chiesto il permesso di inviare rinforzi, ma gli è stato negato. Stockton andò comunque avanti e inviò elicotteri con uomini additional. Alla sua azione fu attribuito il merito di aver salvato 100 vite americane e alleate, ma poiché aveva ignorato un ordine diretto fu rimosso dal comando. Mantenne il suo grado ma non giocò alcun ruolo nel conflitto.

Nonostante fosse ufficialmente caduto in disgrazia, mantenne il forte affetto degli uomini che prestarono servizio sotto di lui. Lo vedevano come un difensore del soldato comune contro i comandanti anziani che spesso erano incuranti del destino dei loro uomini. Stockton morì nel 1997 all’età di 74 anni.

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