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Il governo saudita respinge le leggi israeliane sulla terra durante i preparativi per il Giorno della Fondazione 2026

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Il governo saudita respinge le politiche fondiarie israeliane durante i preparativi per il Giorno della Fondazione 2026

In una sessione di alto profilo presieduta dal re Salman bin Abdulaziz Al Saud, il governo saudita si è riunito recentemente a Riyadh per rivedere i preparativi per l’imminente Giorno della Fondazione del Regno e per affrontare gli urgenti sviluppi regionali, compreso un rinnovato rifiuto delle controverse politiche fondiarie israeliane nella Cisgiordania occupata. Le discussioni hanno sottolineato sia l’orgoglio nazionale per la storia saudita sia la continua difesa dei diritti dei palestinesi da parte del Regno e una soluzione giusta e pacifica ai conflitti di lunga information.Il Gabinetto ha descritto il Giorno della Fondazione, che cade il 22 febbraio, come un’espressione di profondo orgoglio storico per l’eredità di quasi tre secoli dello Stato saudita, dalle sue origini con l’Imam Muhammad bin Saud al suo attuale ruolo di chief negli affari regionali e globali. I funzionari hanno sottolineato che la celebrazione riflette valori fondamentali come la giustizia, l’unità e lo sviluppo e hanno riconosciuto il progresso economico, culturale e sociale del Regno nell’ambito della Imaginative and prescient 2030.

KSA Giorno della fondazione 2026: un pilastro dell’identità nazionale saudita

Il Giorno della Fondazione è stato istituito nel 2022 con decreto reale per commemorare l’istituzione del primo sistema politico saudita nel 1727 d.C. (1139 AH) da parte dell’Imam Muhammad bin Saud, segnando l’inizio dello stato saudita. La festa viene celebrata il 22 febbraio di ogni anno come simbolo di continuità storica e orgoglio nazionale radicato nel secolare viaggio di governo, tempo e crescita del Regno.Nella sessione del Gabinetto di questa settimana, i ministri hanno riaffermato l’importanza di celebrare questo traguardo e hanno riconosciuto i recenti risultati, tra cui un numero document di pellegrini che partecipano alle stagioni dell’Hajj e dell’Umrah, 19,5 milioni di visitatori internazionali nel 2025, riflettendo il ruolo in espansione del Regno come hub globale per l’impegno spirituale, il turismo e la diplomazia culturale.

Il rifiuto unanime del governo saudita delle leggi israeliane sulla terra

Il governo saudita ha inoltre rilasciato una forte dichiarazione politica in cui condanna le recenti decisioni israeliane di classificare i terreni nella Cisgiordania occupata come “terreni statali” e di aprire nuovi processi di registrazione dei terreni per la prima volta dal 1967, mosse che hanno suscitato diffuse critiche a livello regionale. Il Consiglio dei Ministri ha ribadito il suo categorico rifiuto di queste misure, che secondo lui minano gli sforzi di tempo e violano i diritti legittimi del popolo palestinese.I chief sauditi hanno sottolineato che queste azioni unilaterali violano il diritto internazionale, comprese le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite e danneggiano le prospettive per la creazione di uno stato palestinese indipendente ai confini del 1967 con Gerusalemme Est come capitale. La posizione è in linea con le dichiarazioni del Golfo e dei associate arabi più ampi, che hanno condannato congiuntamente le azioni di Israele e chiesto il rispetto dei diritti dei palestinesi e dell’integrità territoriale.La decisione del governo di commentare le politiche fondiarie israeliane riflette correnti diplomatiche più ampie in tutto il Medio Oriente. Diversi stati arabi e islamici, tra cui Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Qatar, Egitto, Pakistan, Indonesia e Turchia, hanno emesso un ripudio congiunto di simili mosse israeliane all’inizio di questa settimana, sottolineando che tali passi minacciano la fattibilità di una soluzione a due Stati e violano norme internazionali di lunga information.La posizione dell’Arabia Saudita rientra nel contesto di un più ampio impegno regionale su questioni di sicurezza, stabilità e cooperazione. Le recenti discussioni governative hanno toccato anche preoccupazioni che vanno dalla crisi umanitaria dello Yemen e gli sforzi di costruzione della tempo ai legami diplomatici internazionali. Questi riflettono il ruolo tradizionale di Riyadh sia come chief regionale che come interlocutore chiave nel più ampio discorso politico arabo.

Implicazioni interne tra Arabia Saudita e Israele

Oltre al Giorno della Fondazione, il Consiglio dei Ministri ha passato in rassegna i risultati ottenuti a livello nazionale e le iniziative sociali volte a rafforzare l’identità e la coesione nazionale. La sessione ha evidenziato gli sforzi in corso come la sesta Campagna nazionale per le opere di beneficenza, che incarna l’enfasi dell’Arabia Saudita sulla solidarietà sociale e sul sostegno alla comunità.I funzionari hanno anche notato la crescente partecipazione del Regno nelle sfere culturali ed economiche, rafforzando la sua ambizione nell’ambito di Imaginative and prescient 2030 di diversificare l’economia, migliorare il benessere sociale e proiettare l’influenza saudita sulla scena globale. La visione strategica del Regno mette in primo piano non solo la modernizzazione economica ma anche un profondo impegno con il patrimonio e la memoria collettiva, ancorando le celebrazioni nazionali come il Giorno della Fondazione in una narrazione di resilienza e management a lungo termine.La duplice attenzione del Gabinetto al Giorno della Fondazione e agli sviluppi politici regionali evidenzia due temi centrali nel processo decisionale saudita. Mettendo in primo piano il Giorno della Fondazione e la sua eredità di quasi 300 anni, i chief sauditi stanno rafforzando l’identità nazionale in un momento di rapida trasformazione. Il rifiuto categorico delle controverse azioni fondiarie israeliane sottolinea il continuo sostegno di Riyadh ai diritti dei palestinesi e al diritto internazionale, un messaggio che risuona con più ampi sforzi diplomatici arabi. Insieme, questi elementi riflettono il modo in cui l’Arabia Saudita sta bilanciando patrimonio, rinnovamento interno e management regionale in un panorama geopolitico complesso.

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