L’imprenditore e investitore Chamath Palihapitiya ha avvertito che la California sta affrontando una crisi politica e fiscale sempre più profonda poiché i principali fondatori e aziende continuano a lasciare lo stato. In un submit ampiamente diffuso, Palihapitiya ha sostenuto che le partenze sono già costate alla California decine di miliardi di dollari in mancate entrate fiscali, con un totale che potrebbe aumentare oltre i 200 miliardi di dollari man mano che tali imprese si espandono altrove. Ha collegato le perdite a quella che ha descritto come ostilità politica verso l’innovazione, avvertendo che ulteriori uscite potrebbero indebolire il mercato del lavoro e la base imponibile dello Stato.
La svolta della California
Al centro della tesi di Palihapitiya c’è Elon Musk, le cui società Tesla e SpaceX hanno spostato le operazioni chiave dalla California al Texas. Egli fa risalire le radici di story mossa alle tensioni durante i blocchi del COVID-19, che secondo lui hanno evidenziato un clima politico sempre più ostile ai principali innovatori.Palihapitiya ha fatto riferimento a uno scambio sui social media del 2020 che ha coinvolto l’allora membro dell’Assemblea della California Lorena Gonzalez, che ha usato un linguaggio volgare contro Musk nel mezzo delle controversie sulle restrizioni pandemiche. La breve risposta di Musk, “Messaggio ricevuto”, è stata da allora citata dalla critica come simbolo di una più ampia rottura tra la management politica della California e le sue determine imprenditoriali più produttive.
Come si sommano le perdite fiscali
La cifra di 200 miliardi di dollari citata da Palihapitiya è una stima e una proiezione piuttosto che un calcolo ufficiale dello Stato. Secondo lui, ciò riflette l’impatto a lungo termine della perdita di imposte sul reddito, plusvalenze e crescita aziendale in seguito alla partenza dei fondatori e dei dipendenti ben pagati che si sono trasferiti con loro. A suo avviso, il numero continuerà advert aumentare man mano che Tesla crescerà e se SpaceX alla fantastic diventerà pubblica mentre ha sede fuori dalla California.Palihapitiya mette a confronto questo risultato con ciò che, a suo avviso, la California avrebbe potuto ottenere lavorando in modo più collaborativo con gli innovatori. Sostiene che l’adesione ai principali datori di lavoro e fondatori avrebbe potuto generare nel tempo centinaia di miliardi di dollari di entrate fiscali, contribuendo a sostenere le finanze pubbliche piuttosto che advert aggravare i deficit.
Un monito politico, non solo economico
Al di là delle stime finanziarie, Palihapitiya inquadra la questione come un fallimento politico. Accusa la management della California di cattiva gestione fiscale, di spese eccessive e di riluttanza a condurre controlli significativi o a imporre restrizioni sulla spesa. Secondo lui, la risposta dello Stato alla contrazione delle entrate è stata quella di chiedere più soldi a coloro che restano, piuttosto che riformare il modo in cui vengono gestiti i fondi pubblici.Avverte che se la traiettoria attuale continua e un numero maggiore di fondatori e investitori se ne vanno, la California rischia di perdere posti di lavoro di alto valore e di indebolire ulteriormente la sua base imponibile. Senza riforme significative, suggerisce che lo Stato potrebbe affrontare gravi tensioni finanziarie entro il prossimo decennio.
Il Texas e la reazione nazionale
I commenti di Palihapitiya attirarono rapidamente l’attenzione di personaggi politici fuori dalla California, tra cui Ted Cruz, che fece eco alle critiche e lo invitò pubblicamente a trasferirsi in Texas. Cruz ha descritto il momento come una prova dell’attrattiva del Texas come alternativa a bassa tassazione e favorevole alle imprese al contesto normativo della California.La risposta di Palihapitiya ha segnalato apertura all’thought, rafforzando la percezione che la concorrenza tra gli stati americani per talenti e capitali si stia intensificando.
Una risposta divisa
La reazione all’avvertimento è stata nettamente divisa. I sostenitori sostengono che Palihapitiya stia evidenziando un problema reale e crescente, indicando l’aumento dei costi e le partenze delle aziende come prova del fallimento della politica. I critici ribattono che la mossa di Musk è stata guidata da fattori personali e finanziari antecedenti a qualsiasi singolo incidente politico e che l’impatto fiscale è stato sopravvalutato.Ciò che è chiaro è che il dibattito sull’esodo tecnologico dalla California si è spostato oltre le singole aziende. Mentre fondatori, investitori e politici continuano a scontrarsi, l’argomento è diventato un check più ampio su come la California riesce a bilanciare regolamentazione, tassazione e innovazione, e su cosa rischia di perdere se story equilibrio continua a spostarsi.













