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La teoria della cospirazione “oscura” spiegata sul “loop”

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Se pensavi che “Darkish” fosse solo un’altra serie di fantascienza che ha concluso tutti i suoi trucchi una volta finita, potresti ricrederti. È uno di quei rari spettacoli che ti cattura dall’inizio e si rifiuta di lasciarti andare, facendoti impazzire il cervello advert ogni episodio. Quando è uscito per la prima volta nel 2017, ‘Darkish’ ha trascinato gli spettatori nella misteriosa cittadina di Winden, un luogo pieno di segreti, viaggi nel tempo e più paradossi di quanti tu possa contare. Quando la terza stagione si è conclusa nel 2020, lo spettacolo non si è limitato a raggiungere l’atterraggio. Ha lanciato un finale selvaggio che ha fatto discutere i fan on-line per anni. Il ciclo temporale si è davvero interrotto o funziona ancora silenziosamente in background? Le persone continuano a fare avanti e indietro su questo argomento.

‘Darkish’: di cosa parla la storia?

Fondamentalmente, “Darkish” è una storia sul tempo: come non si muove in linea retta e come il destino, l’amore e il sacrificio non sono solo espedienti della trama, ma fili aggrovigliati insieme in un nodo impossibile da separare. Per chi non lo sapesse, è un mistero di fantascienza tedesco con tre stagioni andate in onda dal 2017 al 2020. La storia segue quattro famiglie nella fittizia città tedesca di Winden. Le loro vite sono intrecciate grazie a viaggi nel tempo che durano decenni e, infine, a interi universi alternativi.Tutto inizia con la scomparsa di un bambino nel 2019, ma le cose si trasformano rapidamente in un vertiginoso puzzle di passato, presente e futuro. Al centro, “Darkish” scava nelle cose più importanti: il libero arbitrio, il destino, le maledizioni familiari e il significato del tempo.I personaggi rimbalzano tra epoche numerous – 1953, 1986, 2019 e, successivamente, mondi paralleli – alla ricerca di risposte su un misterioso portale temporale e un ciclo che sembra bloccato nel ripetersi. Lo spettacolo è pieno di paradossi: le persone finiscono per essere i propri antenati, le linee temporali si intrecciano su se stesse e ti viene chiesto cosa sia successo prima.Baran bo Odar e Jantje Friese, i creatori, hanno costruito un mondo che attraversa tre decenni (e, infine, un terzo universo nascosto). Ogni scelta, ogni segreto, ogni crepacuore: in qualche modo, sono tutti collegati in modi che ti confondono la testa e mettono alla prova ciò che pensi di sapere sul libero arbitrio. Anche a quasi sei anni dal finale, i fan stanno ancora osservando attentamente ogni fotogramma, convinti che ci sia dell’altro nella storia.

Finale “oscuro”: spiegato

Negli ultimi episodi, “Darkish” presenta la sua più grande svolta: la maggior parte dello spettacolo si svolge in realtà in due mondi alternativi, entrambi creati da una macchina del tempo costruita da HG Tannhaus, un orologiaio che vive in un terzo mondo originale. Tannhaus cercò di salvare la sua famiglia dopo un incidente stradale inventando la macchina. Invece, ha accidentalmente diviso la realtà, creando due Winden paralleli e intrappolando tutti in cicli infiniti.Claudia, che sta rimettendo insieme le cose da bordo campo, capisce che l’unico modo per fermare tutto non è superare il giro in astuzia, ma prevenire l’incidente che ha dato inizio a tutto. Jonas e Martha, ciascuno proveniente da uno dei mondi alternativi, si uniscono, saltano nel mondo di origine e fermano l’incidente automobilistico che ha ucciso la famiglia di Tannhaus. Quella scelta cancella la macchina del tempo dall’esistenza, cancella i mondi alternativi e gli stessi Jonas e Martha scompaiono perché esistevano solo grazie al loop.Lo spettacolo si conclude con una nota più tranquilla: nel mondo delle origini, i personaggi sopravvissuti vivono vite ordinarie, non toccate dai viaggi nel tempo. Qualcuno a una cena ha uno strano senso di déjà vu e cube di chiamare il suo bambino “Jonas”. È un piccolo momento, ma persiste, come se forse alcuni echi del passato fossero ancora aleggianti, anche se il loop è sparito.

Teorie del complotto “oscure” sul finale

Anche con quel finale grande, drammatico, che ti tiene col fiato sospeso, “Darkish” lascia abbastanza punti in sospeso da far discutere i fan. Ecco perché le persone non possono lasciarlo andare:Innanzitutto, ci sono tanti paradossi che rifiutano di morire. L’intero spettacolo è costruito su cose come il paradosso del bootstrap, dove qualcosa esiste perché si crea da solo. Le persone creano i propri antenati; gli oggetti si presentano senza una vera origine. Alcuni fan pensano che questo significhi che il loop non è realmente scomparso. Forse ha semplicemente cambiato forma.Poi c’è l’ultima scena: durante la cena nel mondo “reale”, i personaggi sembrano liberi da tutto il caos del tempo. Ma poi si parla di Jonas e di quella sensazione di déjà vu. È solo un cenno o il circuito è ancora in agguato da qualche parte, appena fuori dalla vista?Le due grandi teorie indicano anche qualcosa di sostanziale.Primo, Jonas e Martha hanno rotto il giro una volta per tutte. I cicli sono finiti e ognuno riprende la propria vita.Due, il ciclo non è veramente interrotto. Forse quelle realtà various esistono ancora, o forse il finale dello present è solo un altro tipo di loop. I fan sottolineano la logica paradossale dello spettacolo e sostengono che non vediamo mai veramente tutto. Forse c’è un altro livello che ci è sfuggito.E infine, emergono le grandi domande filosofiche. Perché ‘Darkish’ non riguarda solo colpi di scena. È ossessionato dal destino, dal libero arbitrio e dal fatto che siamo intrappolati in cicli a cui non possiamo sfuggire. Lo spettacolo vuole che tu continui a fare domande, anche dopo i titoli di coda.Quindi il loop è davvero finito? Dipende da chi chiedi. E come scelgono di interpretare il finale di uno spettacolo altamente coinvolgente. E onestamente, questo è parte di ciò che fa sì che “Darkish” ti rimanga impresso. Non ti dà tutte le risposte, piuttosto ti sfida semplicemente a continuare a esplorare le possibilità, a cercare di più.

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