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Recensione di Looney Tunes: The Day the Earth Blew Up – continua a fare capriole dopo tutti questi anni

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TIl franchise di Looney Tunes è stato regolarmente resuscitato e riavviato per le nuove generazioni da quando la Warner Bros ha smesso di produrre i cartoni animati originali negli anni ’60, creando più minuti di tempo sullo schermo di tutti i remake e spin-off di Dracula, Cime Tempestose e Jurassic Park messi insieme. Come una colla diabolica della società Acme, l’IP di Looney Tunes è roba appiccicosa e resistente: immediatamente riconoscibile, facilmente doppiabile in altre lingue, con codici e stranezze particolarmente graditi al pubblico di tutte le età, e tuttavia facilmente malleabile per adattarsi ai modi e ai modi comici di ogni epoca.

Questo movie, interpretato da Daffy Duck e Porky Pig (entrambi doppiati da Eric Bauza), sembra molto anni 2020 – nel senso che non si vergogna di diventare sdolcinato fin dall’inizio e poi risolvere i suoi drammatici problemi fondamentali con una grande dose di lezioni di empowerment a misura di psicologo childish sull’accettazione delle persone per quello che sono e sul valore della lealtà. Stranamente per chiunque sia cresciuto con le ripetizioni del sabato mattina dei cartoni originali degli anni ’30 -’50 in cui i due erano solitamente avversari, qui Daffy e Porky sono migliori amici per sempre, cresciuti insieme come fratelli dal loro genitore adottivo, il contadino Jim (Fred Tatasciore), che poi se lo prende prontamente nei primi 10 minuti dopo aver ingiunto loro di restare sempre uniti.

Lo fanno – letteralmente nel momento in cui arriva il terzo atto, dato che la storia dipende da un nuovo sapore di gomma da masticare che diventa un veicolo per il controllo mentale alieno per ragioni troppo oziose da spiegare qui. Nel frattempo, questa iterazione della tradizione dei Loon-acy ha promosso Petunia (Candi Milo), una ex fidanzata di Porky, una figura molto marginale nei cortometraggi originali, alla terza ruota del triciclo, chiave delle macchinazioni della trama perché è una scienziata del cibo ossessionata dall’inventare nuovi sapori. Almeno il femminismo ha ottenuto questo risultato.

Ci sono un paio di richiami nostalgici ai giorni di gloria del lavoro del creatore/regista Chuck Jones sugli originali, con riferimento al suo capolavoro del 1953 Duck Amuck, anche se purtroppo non c’è nulla dell’arguzia vertiginosa e della meta-giocosità di quell’opera in mostra in questa sceneggiatura per lo più banale. Il design dei personaggi, in particolare di Daffy, si ispira più alle sue primissime incarnazioni quando period un’anatra energica e ispida, incline a esplosioni iperattive di distruzione e anarchia, piuttosto che alla creatura frustrata e piena di rabbia che divenne in seguito.

Altrove, i diversi stili di design all’interno di questo universo cospargono trame e superfici inaspettate, facendolo sembrare un po’ più simile a Ren e Stimpy che a Daffy e Porks della vecchia scuola (o anche della scuola media). Non provoca mai risate a voce alta, ma ci sono risatine ironiche e la ferocia dell’esecuzione è piuttosto divertente.

Looney Tunes: The Day the Earth Blew Up è nei cinema britannici e irlandesi dal 13 febbraio e in streaming su Netflix in Australia.

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